Per un Web Aperto

Il sostanziale problema del Web contemporaneo è quello che trasuda da questa immagine. Un tempo avevamo tanti ipertesti connessi, che rappresentavano autori altrettanto connessi, ovvero potenzialmente in grado di connettersi. Oggi abbiamo una situazione da divide et impera che segue in sostanza una segmentazione di mercato, dove pochi operatori gestiscono un proprio Web all'interno del Grande Web, col solo fine di isolare e gestire semplici utenti passivi.
Mi sono occupato a grandi linee di questa problematica, ovvero di questa percepita distanza (piuttosto potente e sentita, per un GenX come me), in una serie di articoli che vanno ad affrontare sfaccettature diverse della questione.
Nel mio Volcano News Blog, infatti:
Ho preso la parola, facendo di questa svolta una sorta di manifesto autoriale.
Ho poi sottolineato la necessità di passare a un Web non virale, ossia a un sistema di produzione di contenuti del tutto avulso dalla prassi di agganciare qualsiasi commento a tendenze dettate dall'alto.
Ho infine sottolineato (peraltro in un post già di per sé riassuntivo di quanto detto sopra) l'opportunità di tornare a bloggare come si faceva un tempo, cosa che io stesso sto facendo sia qui che altrove.
Seguire la corrente e farsi un banale account su Facebook, TikTok o X è cosa banale. Mettere in rete un blog è invece cosa da autori. Non dico da premi Nobel, ma da comuni persone che sanno qualcosa e la vogliono mettere a disposizione, entro un reticolo di rapporti intellettuali veri e proficui.